Scritto da Diego Mariani
Questo articolo è focalizzato esclusivamente sui requisiti del locale necessari per aprire un’officina meccanica in Italia, con particolare attenzione ai temi di agibilità, requisiti edilizi, igienico-sanitari, sicurezza e normativa ASL.
L’obiettivo è fornire una guida chiara e operativa a chi sta valutando un locale in affitto o in acquisto, indicando cosa verificare prima di firmare un contratto per evitare errori che possono bloccare l’apertura dell’attività o generare costi imprevisti.
Tutte le informazioni fanno riferimento a norme specifiche e includono link a fonti ufficiali, così da consentire verifiche puntuali.
Un’officina meccanica è un luogo di lavoro destinato ad attività di autoriparazione, manutenzione e intervento su veicoli e macchinari. Dal punto di vista normativo, rientra tra le attività artigianali o produttive ed è soggetta a requisiti stringenti in materia edilizia, sanitaria e di sicurezza.
Chi intende aprire un’officina deve curare sia gli aspetti tecnici sia quelli amministrativi. Per una panoramica completa sull’iter di apertura, dalla scelta della forma giuridica alle autorizzazioni necessarie, è possibile consultare la guida dedicata su come aprire un’officina meccanica.
Prima ancora di avviare le pratiche, è fondamentale verificare che il locale individuato sia idoneo, poiché la non conformità dell’immobile è una delle principali cause di blocco della SCIA o di esiti negativi in sede di controllo.
Il locale deve essere dotato di agibilità compatibile con attività artigianale o produttiva. L’agibilità è disciplinata dall’art. 24 del DPR 380 del 2001 e rappresenta un requisito imprescindibile per l’esercizio dell’attività.
Riferimento normativo ufficiale:
DPR 380 del 2001, art. 24 – Agibilità
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:dpr:2001-06-06;380
L’agibilità attesta che l’immobile è strutturalmente sicuro, che gli impianti sono conformi alle normative vigenti, che sono garantite condizioni igienico-sanitarie adeguate e che la destinazione d’uso è coerente con l’attività di officina meccanica.
Un locale privo di agibilità, oppure con agibilità riferita a un uso non compatibile (ad esempio residenziale o deposito), non può essere utilizzato per aprire un’officina.
La destinazione d’uso del locale deve essere compatibile con attività di tipo artigianale o produttivo. In genere rientrano in questa categoria immobili censiti come C / 3 o D / 1, ma la verifica va sempre effettuata a livello comunale.
Il controllo avviene tramite visura catastale e documentazione urbanistica rilasciata dal Comune o consultabile tramite il SUAP. Un cambio di destinazione d’uso, se necessario, comporta tempi e costi che vanno valutati prima della sottoscrizione del contratto.
I requisiti dimensionali dei locali di lavoro sono disciplinati dal D.Lgs. 81 del 2008 – Allegato IV. Per le officine meccaniche è generalmente richiesta un’altezza interna non inferiore a 3,00 metri, salvo eventuali deroghe previste da regolamenti locali per specifiche lavorazioni.
Anche la superficie deve essere adeguata al numero di addetti e alle attività svolte, in modo da garantire sicurezza, libertà di movimento e corretto utilizzo delle attrezzature.
Fonte ufficiale:
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81
Il locale deve garantire un’adeguata aerazione, naturale o meccanica, e un livello di illuminazione sufficiente sia naturale sia artificiale. Questo è particolarmente rilevante nelle officine, dove possono essere presenti fumi di scarico, vapori e sostanze chimiche.
Anche questi requisiti sono previsti dal D.Lgs. 81 del 2008 – Allegato IV e vengono verificati in sede di controllo ASL.
L’apertura e la gestione di un’officina meccanica comportano l’obbligo di rispettare la normativa in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro, con competenza delle ASL (o ATS) territoriali. Il riferimento principale è il D.Lgs. 81 del 2008, noto come Testo Unico sulla Sicurezza.
In fase di verifica, l’ASL accerta che il locale presenti requisiti minimi relativi ad altezza, superficie, aerazione, illuminazione, pavimentazioni lavabili e antiscivolo, servizi igienici adeguati e spazi per il personale. È inoltre richiesta la presenza di uno spogliatoio o di un’area dedicata al cambio degli indumenti da lavoro, dimensionata anche in funzione dell’abbigliamento da officina meccanica, come approfondito nella guida dedicata all’abbigliamento da officina meccanica.
Il titolare dell’officina è responsabile della corretta gestione della sicurezza. Tra gli obblighi principali rientrano la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), la nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), la fornitura dei dispositivi di protezione individuale e la formazione dei lavoratori in materia di sicurezza, antincendio e primo soccorso.
In base alle dimensioni del locale e alle attività svolte, può essere necessario presentare la SCIA antincendio ai Vigili del Fuoco. Devono inoltre essere presenti estintori adeguati, illuminazione di emergenza e, se richiesto, un piano di emergenza ed evacuazione.
Prima dell’avvio dell’attività è normalmente richiesta la presentazione della SCIA sanitaria tramite il SUAP comunale. L’ASL può effettuare controlli prima dell’apertura, successivamente all’avvio o in modo periodico. Le verifiche riguardano la conformità del locale, la sicurezza e il rispetto dei requisiti igienico-sanitari. La non conformità può comportare sanzioni o la sospensione dell’attività.
Oltre agli aspetti edilizi e sanitari, l’idoneità del locale è legata anche alla presenza di impianti e attrezzature conformi alle normative tecniche e di sicurezza.
In sede di controllo vengono normalmente verificati ponti sollevatori a norma CE, completi di dichiarazione di conformità e manutenzione documentata. Per approfondire come valutare correttamente anche l’acquisto di attrezzature usate, è disponibile l’articolo sui ponti da officina usati. Sono inoltre richiesti cric e cavalletti certificati, compressori con valvole di sicurezza e impianti di aria compressa installati a regola d’arte.
L’officina deve disporre di un impianto elettrico certificato ai sensi del DM 37 del 2008, con messa a terra funzionante, di sistemi per l’aspirazione dei fumi di scarico e, se necessario, di ventilazione forzata. L’illuminazione deve essere adeguata alle postazioni di lavoro.
Per operare correttamente su veicoli moderni sono necessari strumenti di diagnosi elettronica OBD compatibili con i veicoli trattati. Un approfondimento su tipologie e criteri di scelta è disponibile nella guida sugli strumenti diagnostici per auto
Per verifiche puntuali è consigliabile consultare direttamente le fonti istituzionali:
Quando si valuta un locale per aprire un’officina meccanica, la verifica dei requisiti di agibilità, destinazione d’uso, dimensioni, aerazione e conformità ASL è determinante. Questi elementi stabiliscono se l’attività può essere avviata o meno, indipendentemente dall’esperienza dell’imprenditore o dalle attrezzature disponibili.
In caso di dubbi è sempre consigliabile confrontarsi preventivamente con il SUAP comunale, l’ASL/ATS territoriale o un tecnico abilitato, così da evitare problemi in fase di apertura o durante i controlli successivi.
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