Il totale in fondo alla scheda dice quanto paga il cliente. Ma quanto ci resta in tasca dipende da quanto sono costati ricambi e ore di manodopera — e a fine mese “abbiamo lavorato tanto” non significa “abbiamo guadagnato”. La scheda di lavoro ha una sezione apposta per togliersi il dubbio, lavoro per lavoro.
Compilare i costi di lavorazione
Aprendo la scheda di lavoro in modifica trovi la sezione Costi di lavorazione: qui inserisci i costi interni — quanto hai pagato tu i ricambi dal fornitore e quanto ti costa la manodopera impiegata. Non compaiono mai sul documento del cliente: sono numeri tuoi.
Con i costi compilati, la scheda calcola da sola:
- Totale Costo Ricambi e Totale Costo Manodopera — la spesa viva;
- Margine in euro — quello che resta tra il totale dell’intervento e i costi;
- Margine % — per confrontare lavori di taglia diversa.
Leggere il margine
Il margine per singolo lavoro risponde a domande concrete:
- i tagliandi hanno margini sani, o il prezzo bloccato ha smesso di coprire i rincari dei ricambi?
- le lavorazioni lunghe (frizioni, distribuzioni) rendono in proporzione alle ore che assorbono?
- i lavori per quel cliente con il listino dedicato valgono ancora la scontistica concessa?
Non serve compilare i costi su tutte le schede: inizia dai lavori ricorrenti e da quelli grossi, dove un margine sbagliato costa di più.
Suggerimento — Il momento migliore per inserire i costi è quando registri le righe: hai la fattura del fornitore davanti e il prezzo d’acquisto fresco. Recuperarli a fine mese significa cercare tra le bolle — e spesso rinunciare.
Margine e sconti
Se sulla scheda applichi sconti al cliente, il margine li tiene in conto: lo sconto esce dal tuo guadagno, non dal costo. È il modo più rapido per capire se lo sconto che stai per fare te lo puoi permettere.