“Ha pagato col POS o in contanti?” è una domanda che vale soldi: la quadratura di fine giornata, la riconciliazione con l’estratto conto, il contante da versare in banca. I conti di saldo esistono per questo: ogni incasso e ogni pagamento dichiara dove sono passati i soldi.
Configurare i conti
In Impostazioni → Conti di saldo trovi i tipi disponibili:
- Cassa — i pagamenti in contanti;
- Banca — conti correnti bancari e POS;
- Conti personalizzati — per tutto il resto (una seconda banca, la cassa del socio, un circuito particolare).
Per ogni conto imposti il nome e il tipo: bastano quelli che usi davvero. Un’officina tipica lavora bene con tre: Cassa contanti, Banca c/c, POS.
Dove li usi
Ogni volta che registri un pagamento — sull’incasso di una fattura, sull’acconto di una scheda di lavoro, sul pagamento di una spesa — scegli il conto di saldo. Quel campo alimenta la prima nota, dove ogni conto ha le sue entrate, le sue uscite e il suo saldo progressivo.
Suggerimento — POS e contanti sono entrambi “incassi al banco”, ma vivono su conti diversi per un motivo: il POS arriva sull’estratto conto con giorni di valuta e commissioni, il contante sta nel cassetto. Se li registri sullo stesso conto, la quadratura di fine giornata diventa impossibile proprio nei giorni in cui servirebbe di più.
I tre controlli che i conti rendono facili
- Quadratura di cassa — prima nota filtrata su Cassa contanti e oggi: il saldo progressivo deve corrispondere al cassetto.
- Riconciliazione bancaria — i movimenti del conto Banca accanto all’estratto conto: le differenze saltano fuori riga per riga.
- Versamenti — quando porti il contante in banca, la registrazione del movimento tiene i due saldi allineati con la realtà.