Emettere la fattura è metà del lavoro: l’altra metà è incassarla. Il gestionale tiene i conti al posto tuo: su ogni fattura vedi sempre Importo incassato e Da incassare, e la data di scadenza ti dice quando è il momento di farsi vivi.
Registrare un pagamento
Apri la fattura emessa e premi Nuovo pagamento (quando c’è ancora qualcosa da incassare è il pulsante principale della pagina):
- Importo — l’intero saldo o una parte: i pagamenti parziali sono normali, il totale Da incassare scala di conseguenza.
- Data pagamento — quando i soldi sono effettivamente arrivati, non la data della fattura.
- Metodo di pagamento — contanti, bonifico, carta… ogni pagamento ha il suo.
- Conto di saldo — su quale conto è arrivato l’incasso (cassa contanti, banca…): è quello che tiene ordinati i conti a fine mese.
Gli acconti lasciati sulla scheda di lavoro prima della fattura sono già lì: il Da incassare riflette solo quanto manca davvero.
La scadenza è la tua lista di richiamo
La data di scadenza del pagamento impostata all’emissione non è un campo decorativo: è quello che separa “fattura emessa” da “fattura pagata”. La routine che funziona è semplice:
- a fine settimana apri Fatture e filtra le Emesse;
- scorri quelle con Da incassare maggiore di zero e scadenza superata;
- per ognuna: un messaggio o una email al cliente con la fattura allegata è spesso tutto quello che serve.
Suggerimento — Il credito più facile da incassare è quello giovane. Un sollecito gentile a pochi giorni dalla scadenza vale più di tre telefonate sei mesi dopo — e il messaggio parte direttamente dalla pagina della fattura, col link al documento.
Ritenute e casi particolari
Se il cliente applica una ritenuta d’acconto (tipico con aziende e professionisti), la fattura può registrarla: vedi base imponibile, aliquota e importo della ritenuta, così il Da incassare corrisponde al netto che ti verrà davvero bonificato.