Succede tipicamente con i condomini e con alcune aziende: il cliente trattiene una parte dell’imponibile e la versa lui all’erario come sostituto d’imposta. Tu incassi il netto, e se la fattura non lo dice chiaramente passi settimane a inseguire una differenza che non arriverà mai.
Impostare la ritenuta sulla fattura
Sulla fattura, nella sezione dedicata alla ritenuta, imposti tre cose:
- Tipo ritenuta — RT01 Ritenuta persone fisiche o RT02 Ritenuta persone giuridiche, a seconda di chi sei fiscalmente (ditta individuale o società). Se non sai quale scegliere, è una domanda da un minuto per il commercialista.
- Aliquota (%) — la percentuale concordata, ad esempio il 4% tipico dei lavori verso i condomini.
- Base imponibile — l’importo su cui si calcola la ritenuta.
Il gestionale calcola l’importo della ritenuta e lo mostra sulla fattura insieme a base imponibile e aliquota: il cliente sa esattamente cosa trattenere e tu vedi il netto da incassare — quello che arriverà davvero sul conto.
Perché conviene registrarla bene
- Il Da incassare è vero. Senza ritenuta registrata, la fattura risulterebbe incassata solo in parte per sempre — o peggio, solleciteresti il cliente per una somma che non ti deve.
- La fattura elettronica la trasporta. Se invii la fattura allo SDI, i dati della ritenuta viaggiano nell’XML: il commercialista del cliente li trova già strutturati.
- Il condominio ti chiederà la certificazione. La ritenuta versata dal cliente ti verrà certificata a fine anno: con l’importo registrato in fattura, il riscontro è immediato.
Suggerimento — La ritenuta si applica tipicamente quando il cliente è un sostituto d’imposta (condomini, imprese, professionisti), non sui privati. Se un condominio è tra i tuoi clienti fissi, salva l’aliquota concordata nelle note della sua scheda cliente: alla prossima fattura non dovrai ricordarla a memoria.