Prima o poi capita: l’importo sbagliato, la fattura intestata al cliente sbagliato, il lavoro contestato dopo l’emissione. La cosa importante è sapere che c’è una strada corretta per ogni caso — e che nessuna passa dal “modifico e faccio finta di niente”, perché i documenti fiscali devono restare coerenti.
Se la fattura è ancora in bozza
Nessun problema: la bozza non ha numero e non impegna nulla. Le righe si correggono dalla scheda di lavoro, i dettagli di pagamento dalla fattura stessa; una bozza creata per sbaglio si elimina senza conseguenze. È esattamente il motivo per cui l’emissione è un passaggio separato.
Se la fattura è già emessa: la nota di credito
Una fattura emessa non si modifica e non si cancella: si storna con una nota di credito, il documento fiscale che “compensa” in tutto o in parte la fattura sbagliata.
- Apri la fattura e vai alla sezione Note di credito, poi premi Nuova nota di credito.
- Indica la causale — il motivo dello storno, che comparirà sul documento.
- Imposta l’importo — totale, per annullare completamente la fattura, o parziale, per correggere solo la differenza (uno sconto concordato dopo, una riga contestata).
- Emettila. La fattura di riferimento resta in archivio e viene marcata “Stornata con nota di credito”: chiunque la apra capisce subito come sono andate le cose.
Se la fattura era sbagliata in tutto — cliente errato, lavoro fatturato due volte — la sequenza è: nota di credito totale, poi nuova fattura corretta.
Attenzione — Se la fattura è già stata trasmessa allo SDI come fattura elettronica, anche la correzione deve viaggiare per la stessa strada: emetti una nota di credito elettronica, così Agenzia delle Entrate e cliente vedono lo stesso storno. La trovi nel modulo Fatturazione elettronica. Se invece la fattura elettronica è stata rifiutata dallo SDI, non serve nessuna nota di credito: correggi il dato e reinvia.
Perché non si cancella e basta
La numerazione delle fatture è progressiva e senza buchi: se la fattura n. 42 sparisse, alla prima verifica il commercialista (o l’Agenzia delle Entrate) chiederebbe dove è finita. La nota di credito esiste per questo: corregge l’errore lasciando traccia, e la tua numerazione resta pulita e difendibile.