Per il privato che paga al banco e non chiede fattura, il documento giusto è lo scontrino. Nel gestionale segue la stessa logica dei documenti fiscali: righe reali, una bozza finché controlli, un’emissione che fa fede.
Emettere lo scontrino
- Parti dal lavoro o dal banco. La strada tipica è dalla scheda di lavoro: premi Scontrino e le righe arrivano già compilate. In alternativa crealo da zero da Scontrini → Nuovo, aggiungendo le voci a mano (descrizione, quantità, prezzo, sconto).
- Collega il cliente, se vuoi. Lo scontrino funziona anche anonimo, ma con il cliente collegato l’incasso finisce nel suo storico — utile per i clienti abituali.
- Controlla e ricorda: nasce come bozza. Titolo, voci e note interne (non visibili sullo scontrino): finché è bozza puoi sistemare tutto.
- Emetti scontrino. Il documento diventa definitivo e prende il suo posto tra i corrispettivi. Da qui registri i pagamenti con metodo e conto di saldo, come per le fatture.
- Consegnalo o invialo. Stampa il PDF o invialo via email al cliente.
Suggerimento — Se hai attivato lo scontrino elettronico, l’emissione può viaggiare anche verso l’Agenzia delle Entrate: il documento commerciale si trasmette dal gestionale, senza passare dal registratore di cassa.
Scontrino o fattura?
La regola pratica:
- privato al banco, nessuna richiesta particolare → scontrino: veloce, meno dati richiesti;
- azienda, partita IVA, o il cliente la chiede → fattura, che per le aziende è la norma;
- indeciso? Lo scontrino emesso si può convertire in fattura se il cliente torna a chiederla — ma è più semplice chiedere prima.
Entrambi nascono dalla stessa scheda di lavoro e registrano l’incasso nella prima nota: qualunque strada scegli, i conti tornano.